Dal 29 aprile al 27 settembre 2026, alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, nello spazio di CAMERA OSCURA, la mostra
“Lisetta Carmi, cinque strade”,
a cura di Alessandra Mauro
L’esposizione riecheggia nel titolo le cinque diverse vite professionali vissute dall’autrice, ma ripercorre nello specifico, attraverso 23 opere, il periodo in cui Lisetta Carmi, abbandonata all’improvviso la musica, ha scelto la fotografia come mezzo espressivo. Si tratta di diciotto intensi anni di lavoro in cui Carmi è riuscita a toccare argomenti scottanti sempre con uno sguardo nuovo e ad aprire cammini di comprensione, con un’originalità di approccio che colpisce e appassiona.


Dal 21 marzo al 7 giugno 2026, al MUNAF di Milano Cinisello Balsamo, la mostra
“Sono le braci di un’unica stella. Lisetta Carmi e Jacopo Benassi”
A cura di Matteo Balduzzi
A oltre cinquant’anni dalla pubblicazione de I Travestiti (1972), lavoro fondamentale di Lisetta Carmi, il Museo ne riattualizza la forza poetica e civile attraverso un percorso che intreccia opere storiche e nuove acquisizioni. In mostra sedici opere dell’autrice — vintage in bianco e nero (1965–1972), già presenti in collezione, e stampe a colori acquisite recentemente — che restituiscono uno sguardo partecipe sui temi dell’identità, della marginalità e del diritto all’esistenza. In dialogo con esse, otto opere in bianco e nero che Jacopo Benassiha realizzato nel 2015 come omaggio diretto, personale e contemporaneo, al lavoro di Carmi.
È la notte di capodanno del 1965 quando Lisetta Carmi, a Genova, incontra per la prima volta i travestiti del lungomare e chiede di poterli fotografare. Da quell’incontro nasce un legame destinato a durare sette anni: la fotografa inizia a frequentare assiduamente i carruggi della città vecchia e l’antico ghetto ebraico, costruendo un rapporto di fiducia profondo con una comunità allora invisibile e marginalizzata. Quei ritratti diventano il racconto partecipe di viaggiatori alla ricerca di nuove identità, mentre la stessa Carmi attraversa un personale percorso di consapevolezza. A quasi cinquant’anni di distanza, con un’estetica cruda e potente, Benassi torna negli stessi vicoli per ripercorrere quelle storie e incontrare le ultime testimoni, Rossella e Ursula, sopravvissute a quella stagione irripetibile, attivando un dialogo tra generazioni e sensibilità differenti. Il percorso costruisce così un confronto interno all’opera di Carmi — tra vintage e nuove acquisizioni — e un dialogo esplicito tra due autori profondamente differenti come estetica ma accomunati dalla stessa sincerità e da una sintonia con le fragilità dell’altro che prende forma attraverso l’immagine.
Dal 27 marzo al 27 aprile 2026, a NICONTEMPORARY di Venezia, la mostra
“Lisetta Carmi / Jürgen Klauke – Insurgent bodies“
Esposizione dedicata a Lisetta Carmi e Jürgen Klauke, due protagonisti della fotografia europea che, attraverso percorsi differenti, hanno affrontato con radicalità i temi dell’identità, del corpo e della rappresentazione sociale.


Dal 21 marzo al 2 giugno 2026, a Palazzo Fruscione a Salerno, la mostra
“Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio de André”
Mostra collettiva diffusa a cura di Tempi Moderni
In mostra anche alcuni scatti di Lisetta Carmi. Il confronto tra Lisetta Carmi e Fabrizio de André è un intreccio di sguardi profondi sulla Genova marginale e sotterranea degli anni ’60 e ’70. Entrambi hanno raccontato, con linguaggi diversi (fotografia e musica), la stessa umanità invisibile.
Dal 10 gennaio al 15 febbraio 2026, alla Cavallerizza di Brescia, la mostra
“LISETTA CARMI, métropolitain”
A cura di Giovanni Battista Martini
Nel dicembre del 1965 la fotografa soggiorna a Parigi e si immerge nel sottosuolo della città, frequentando quotidianamente la metropolitana per osservare e fotografare ciò che accade negli spazi di passaggio: treni colmi di passeggeri, stazioni dalle architetture liberty, flussi anonimi di corpi, solitudini che si sfiorano senza incontrarsi, segni politici sui muri, presenze marginali ferme ai bordi del movimento.
Le 42 fotografie in bianco e nero, caratterizzate da forti contrasti e da un linguaggio essenziale, trasformano la metropolitana in un luogo di sospensione, dove le differenze sociali sembrano attenuarsi e l’individuo emerge nella sua fragile e silenziosa presenza. La sequenza espositiva segue fedelmente l’ordine concepito da Lisetta Carmi per il volume d’artista Métropolitain, realizzato nel 1966: un montaggio visivo serrato, costruito per accostamenti e risonanze, che restituisce la fotografia come strumento di ascolto, empatia e conoscenza.


Dal 10 ottobre 2025 al 23 gennaio 2026, al Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, la mostra
“Travestiti”
A cura di Giovanni Battista Martini

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